Popolo e liberta
Venerdì 7 maggio
2004
Media e independenza
Creata la fondazione Media e Società
La BBC,
mitico esempio di onestà giornalistica, esce con le ossa rotte dall’inchiesta sviluppatasi attornoalle armi di
distruzione di massa. Berlusconi, dopo aver “suggerito” l’allontanamento di Enzo Biagi e di Santoro dagli schermi
della RAI, sembra deciso a volver usare il servizio pubblico nazionale per le propie campagne promozionali. L’approvazione
della legge Gasparri affida ormai il monopolio dell’informazione al presidente del consiglio. Vivono momenti di profondo
disagio anche i servizi giornalistici delle reti televisive pubbliche francesi. Dopo le recenti elezioni sono aumentate anche le
pressioni del mondo politico sulle redazioni di FR2 e FR3. Anche in casa nostra, orecchiato l’andazo, c’è ci si
sta specializzando nella critica ai giornalisti della SRG-SSR idée suisse. Ne hanno fatto le spese i redattori della
televisione romanda accusati dai vertici liberali radicali di aver favorito l’UDC nelle elezioni al parlamento nazionale mentre
la RTSI è stata messa sotto tiro dopo il teatrino del chacchierato venerdì 17!
L’insofferenza nei
confronti dei servizi d’informazione è sintomo di un profondo disagio nei confronti di quello che dovrebbe essere un
dialogo aperto e construttivo fra le parti. Ne consegue un sintomo di insicurezza professionale che si traduce in autocensura. Taluni
redattori tendono quindi ad abbassare l’asticella aumentando la disponibilità ad accettare i compromessi che favoriscono
imprecisioni e produzioni al Valium. Il fenomeno è ampiamente diffuso in tutt’Europa.
Il tema è stato
oggetto di un animato dibattito tenuto in margine al convegno ginevrino sulla libera circolazione delle idee. Al Vertice della
società dell’informazione, svoltosi sulle rive del Lemano, si è quindi deciso di creare la Fondazione Media e
Società (FMS). Si tratta di un’associazione che dovrà valutare il grado di indipendenza concesso dai poteri
politici alle reti radiotelevisive di servizio pubblico.
L’opinionista di “Le Temps” Joelle Kuntz,
presidente della FMS e il direttore operativo Guillaume Chenevière hanno quindi redatto un interessante progetto che definisce
l’autonomia che è indispensabile alle reti radiotelevisive perchè possano svolgere senza restrizioni la loro
funzione. La verifica avviene attraverso un modello che se ispira al processo ISO comunemente usato per l’analisi della
corretta amministrazione e del funzionamento dell’organizzazione di un’azienda.
Esperti francesi, canadesi e
svizzeri stanno attualmente elaborando il piano d’azione. I primi contatti avuti con le grandi organizzazioni internazionali
(UIT, ONU, UER) hanno confermato l’esigenza di poter disporre, in tempi brevi, di un moderno sistema di valutazione dei
prodotti offerti agli utenti. Alla presentazione dell’iniziativa il direttore della FMS Guillaume Chenevière ha
precisato che: “i professionisti chiamati ad operare nelle redazioni dei mezzi di comunicazione di massa sono sempre più
condizionati nelle loro attività dalle interfrenze politiche. Libertà, indipendenza e pluralismo sembrano tavolta
ridursi a semplici optionals. Si impone perciò l’applicazione di un mecanismo che garantisce sia la libertà
d’espressione ma anche il rispetto dei principi etici e morali delle trasmissioni d’informazione diffuse dalle emittenti
radiotelevisive di servizio pubblico. Nel rispetto del mandato va quindi promosso il senso critico e la coscienza sociale e
democratica degli utenti”.
A questo scopo la Fondazione darà anche un particolare peso alla formazione e
all’aggiornamento professionali ritenuto la qualità dei singoli programmi è affidata alle risorse umane. Un
sostegno ai progetti del FMS è giunto a Ginevra anche da Kofi Annan, segretario generale dell’ONU.
Sono stati
chiamati a far parte del Consiglio di Fondazione Antonio Riva, già direttore generale della SRG-SSR idée suisse e
l’ex direttore della RTSI Marco Blaser.
L’attività pratica all’insegna del metodo ISAS BC 9001
è stata commissionata al gruppo Media-Society.org.
(m.b.)
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